Blog: http://NATURALMENTE.ilcannocchiale.it

Una politica lontana dalla realtà e dalla concretezza? No grazie

E’ da diverso tempo che alcuni politici, tra i quali, ma non solo, spiccano gli onorevoli Casini e Tremonti (con l’appoggio esterno di Belpietro), si dilettano in diverse trasmissioni a parlare di energia e infrastrutture, battendo sugli errati tasti del ritorno al nucleare e della mancanza di strade.

In un momento durante il quale, più che in passato, ci si sta battendo per l’abbattimento dei confini e delle barriere tra Stati e ci si deve unire a livello mondiale per la salvaguardia del Pianeta contro i repentini cambiamenti climatici, le loro attenzioni si rivolgono soltanto all’aspetto economico dei problemi in essere ed alla autosufficienza del nostro Paese, non per migliorare le condizioni generali, ma per semplice “provincialismo”.

Non entro nel merito dell’aspetto scientifico ed economico del problema nucleare, perché ho già detto la mia in diversi altri post e perché una risposta precisa l’ha data ancora ieri il premio nobel Rubbia (costretto all’“espatrio” in Spagna proprio dall’allora governo di centrodestra, mentre stava studiando nuove soluzioni per un nucleare “pulito”), ma voglio dire che ci vorrebbero da parte loro meno parole (tanto più che non sono né scienziati né tecnici) e davvero più senso della realtà.

Credo che debbano farla finita di attaccare i Verdi e il centrosinistra in genere per tutti i problemi dell’Italia (spesso i problemi nascono da errate convinzioni culturali e prassi acquisite in un passato più remoto). Un ritorno al “vecchio” nucleare sarebbe una vera follia (per il 30% di fabbisogno di energia servirebbe una centrale in ogni regione), tanto più che stiamo osservando che da tante parti se ne disfano (vedi Germania ed adesso anche USA ed altri) e che oggi in Italia (come in molti Paesi del Mondo), grazie al governo Prodi e alle tecnologie sempre più avanzate, sta prendendo piede il mercato dell’energia rinnovabile, soprattutto solare e fotovoltaica, con prospettive interessantissime per percentuali di energia prodotta, per l’ottimo livello occupazionale potenziale (si parla di circa due milioni di lavoratori e non so quante ditte) e per i costi sempre più competitivi.

E poi non continuiamo a dire che in Italia servono megainfrastrutture, strade e tante altre colate di bitume e cemento, perché gli spazi nel nostro Paese sono ristretti e geograficamente complessi e perché, anziché costruire e allargare, bisogna impegnarsi per ridurre il numero di autovetture e trasferire le merci su ferro e nave. Pensate alle autostrade senza più camion, altro che a nuove corsie!!!! E poi cominciamo a vietare l’acquisto massiccio di suv, specie per chi risiede nei centri storici delle nostre città.

Cari politici, serve una visione alta, morale, concreta e ampia (nel tempo e nello spazio). Una visione davvero pensata globalmente ed agita localmente, cominciata fin dalle piccole cose quotidiane. Serve che a dirigere le azioni e le parole siano cuore e cervello, non pancia e ........!!!!!

Pubblicato il 15/2/2008 alle 13.18 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web