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NATURALMENTE
...per la partecipazione. Claudio Strizzi (strizzic@gmail.com)
 
 
 
 
           
       

Mr.Smith goes to Washington



"Alcuni uomini vedono le cose per quello che sono state e ne spiegano il perchè. Io sogno cose che ancora devono venire e dico, perchè no"
Robert Kennedy

Chiesa "Dives in misericordia"
TOR TRE TESTE (video sotto)




E' stato pubblicato il mio lavoro di stage presso l'APAT - Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici dal titolo:

Dinamiche evolutive dell'assetto ambientale della regione vulcanica dei Colli Albani a sud di Roma: il Bacino del fosso dell'Incastro.

vedi l'INDICE
è possibile scaricare tutto il lavoro collegandosi QUI, mettendo STRIZZI nel campo AUTORE, dare INVIO e in seguito cliccando DOWNLOAD


"Sarebbe bello se gli uomini di potere fossero saggi. Ma quale vero saggio vorrebbe diventare un uomo di potere?"
Claude Chabrol, regista

"Allontanarsi dalla natura significa perdere di vista il senso della vita e della morte, che le stagioni evocano instancabilmente"
Philippe Bouseiller, fotografo

 
27 marzo 2008

Il mio pensiero su Tor Tre Teste...

... in relazione alla lettera dei Comitati e delle Associazioni di quartiere.

Care Associazioni, cari Comitati,

mi chiamo Claudio Strizzi e sono candidato per la Lista civica di Rutelli al Consiglio del Municipio Roma 7. Vivo da sempre a Tor Tre Teste e per sapere come la penso sulle più importanti questioni inerenti il nostro quartiere basterebbe visitare il mio blog (www.naturalmente.ilcannocchiale.it) e leggere gli articoli ospitati su AbitareA in questi anni.

Il mio impegno, come il vostro, è stato sempre verso un miglioramento qualitativo della nostra zona, che bisogna ammettere ha degli elementi di eccellenza rispetto ad altre zone limitrofe, ma non per questo può essere trascurata o, peggio ancora, danneggiata da interventi sbagliati.

Alcune di queste problematiche sono di difficile risoluzione per diversi aspetti tecnici, amministrativi e politici, ma bisogna continuare ad insistere affinché si arrivi almeno ad un ragionevole compromesso tra ciò che è possibile fare e ciò che è giusto fare. L’interesse della collettività presente e futura deve essere sempre l’obiettivo finale da ricercare anche attraverso un processo il più possibile partecipato.

Ognuno nel suo proprio ruolo deve dimostrare correttezza e responsabilità. Non si deve né dire sempre no “a prescindere da” né stare in silenzio perché tanto non cambia nulla. Si deve voler bene al proprio quartiere con i fatti e non solo a parole o quando si è in campagna elettorale.

Nel particolare dei quattro punti specifici sinteticamente rispondo così:

1. PRENESTINA BIS – Nonostante ritengo che questa sia un’opera strategica per il nostro quadrante di città, ho partecipato ad alcune manifestazioni insieme a voi e ho protestato contro un progetto che causa un impatto socio-ambientale tanto negativo. La Prenestina bis così pianificata con perdita di verde e di attività socio-sportive, con un forte inquinamento e lo stravolgimento della viabilità comporta un sacrificio troppo grande per i cittadini di Tor Tre Teste. Sono d’accordo sulla copertura del tratto a ridosso degli edifici esistenti e insisterò in ogni sede per far valere queste nostre richieste.

2. LA MEGAEDIFICAZIONE AI MARGINI DEL PARCO – Sappiamo tutti che il Municipio, da un punto di vista amministrativo, può solo esprimere un parere non essendo competente per volumetrie di tale quantità. Spero comunque che dal punto di vista prettamente politico potremmo riuscire a fare pressioni affinché si discuta in Consiglio Comunale la proposta di iniziativa popolare e che almeno si possa giungere ad un minore impatto sul nostro territorio, con importanti compensazioni per viabilità e servizi. Di edificazione nel nostro quartiere però non c’è solo questa ma anche la prevista “ 167” (di cui pochi parlano) che sarà realizzata ai margini del parco della Mistica. Personalmente sono stato contrario non alla decisione di farla in se stessa, in quanto è molto importante aiutare le fasce più deboli della nostra società, ma alla sua collocazione specifica che ritengo più adeguata in altre aree (zona via dell’Omo o nei pressi di via Longoni).

3. IL PARCHEGGIONE DI VIA TOVAGLIERI – “Per un parcheggio pubblico”: così titolava un articolo da me scritto e pubblicato su Abitare A (marzo 2004 p. 15). Io e altri cittadini riteniamo importante che si dedichi uno spazio per il parcheggio pubblico nel Multipiano visto il quotidiano caos che si crea in via Tovaglieri dove sono presenti diverse strutture come scuole, uffici, esercizi commerciali e abitazioni. Allo stesso tempo crediamo sia giusto mantenere e rendere più decorosa l’area verde che si affaccia su via Olcese, avendo anche suggerito al riguardo un progetto al concorso “Idee in comune” (una piazza verde senza automobili). Non so se alcune di queste utili proposte saranno prese in considerazione (il progetto di cui attualmente si discute non sembra prevederle), ma, qualunque sia il progetto definitivo, vogliamo con tenacia mettere la parola fine nel più breve tempo possibile allo stato vergognoso in cui versa da anni la struttura del Multipiano (purtroppo utilizzata da molti come discarica).

4. UN MEZZO DI TRASPORTO PUBBLICO FINO ALLA METRO B – Da utente dei mezzi di trasporto pubblico dico che non è più accettabile avere una linea come è il “ 556” che continuamente provoca dei grossi disagi. Ricordo ancora quando da studente andavo a prendere l’autobus al capolinea di via Campari e bisogna ammettere che qualcosa in positivo è cambiato da quei giorni. L’unica cosa che resta uguale nel tempo è la mancanza di puntualità che provoca le ire di molti di noi. Questo è il vero problema del “nostro” autobus e va risolto. Voglio proporre l’istallazione delle paline elettroniche collegate ad un sistema gps lungo tutta la linea, in modo che si sappia in tempo reale la durata dell’attesa (che in ogni caso va ridotta con un aumento delle corse). Riguardo ad un mezzo di trasporto (linea o navetta) che porti alla metro o alla ferrovia, visto anche che con la realizzazione della linea C saremo l’unico quartiere del municipio a non essere direttamente toccati da trasporto su ferro, si può solo che essere favorevoli e concentrare gli sforzi per concretizzare questa volontà.

Spero con questa lettera di essere riuscito a trasmettere il mio pensiero su quelle che tutti insieme reputiamo essere le maggiori necessità e criticità del nostro quartiere, e di poter ottenere la vostra fiducia per dimostrare che gli impegni presi divengano fatti concreti. In alcuni casi ci vorrà del tempo e potrebbero crearsi delle difficoltà, ma non dovrà mai mancare né la corretta informazione sullo stato dei fatti né la costante partecipazione di tutta la cittadinanza.


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permalink | inviato da naturalmente il 27/3/2008 alle 16:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 marzo 2008

Programma sintetico per il Municipio

IL MUNICIPIO DI DOMANI

Un municipio più decoroso

E’ il momento di dare centralità alle periferie attraverso un ampio processo di riqualificazione dei nostri quartieri spesso considerati solo luoghi dormitorio. Una periferia come la nostra deve avere architetture e infrastrutture razionali, moderne e funzionali, e deve attirare capitali e turismo anche attraverso la valorizzazione dei beni archeologici, storici e ambientali.

Un municipio più efficiente

Non è possibile che nell’era di internet si perda tanto tempo per un certificato, come non è accettabile per gli impiegati essere aggrediti a male parole. Con un reale rafforzamento del decentramento amministrativo e con investimenti adeguati gli uffici municipali dovranno essere uniti, organizzati e celeri, mentre la cittadinanza va informata tempestivamente.

Un municipio più verde

Basta petrolio e cumuli di rifiuti. Il Municipio può essere il motore per un grande cambiamento. Bisogna realizzare un credibile piano energetico per la produzione da fonti rinnovabili e per il risparmio attraverso tecnologie sempre più innovative. Va potenziata la mobilità sostenibile e il trasporto collettivo. Si deve accrescere la raccolta differenziata anche impostando il ritiro porta a porta.

Un municipio più sicuro

La sicurezza è una questione fondamentale nei nostri quartieri. Oltre a richiedere una maggiore presenza delle forze dell’ordine, l’impegno deve dirigersi verso la diminuzione della pericolosità dei luoghi. Quindi serve una maggiore e più utile illuminazione di strade e parchi, l’abbattimento delle barriere architettoniche, una migliore manutenzione stradale, la realizzazione di percorsi protetti e scuole aperte tutto il giorno.

Un municipio più umano

Essere vicini alla famiglia non deve essere solo uno slogan. Bisogna aumentare l’offerta di impianti sportivi, di asili (se possibile istituire alcuni nidi condominiali) e di attività culturali. Vanno potenziati i consultori ed i servizi alla persona. Occorre realizzare progetti in favore degli anziani (“l’oasi dell’anziano”) e mettere in rete il volontariato.

Un municipio più partecipato

I consiglieri saranno i vostri delegati a prendere le decisioni, ma ritengo che vada realizzato un ampio processo di partecipazione, soprattutto quando si parla di grandi progetti come Prenestina Bis, Ex Centro Carni, TAV, Metro C, Multipiano, Parco di Mistica.



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permalink | inviato da naturalmente il 17/3/2008 alle 23:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

1 febbraio 2006

QUESTIONE CASA: IDEE, COMMENTI, PROPOSTE

Premessa

Questo documento è stato realizzato sintetizzando le idee, le proposte, i commenti di diverse persone che hanno voluto partecipare ad una discussione avvenuta via posta elettronica sulla importante “questione casa”. La posta elettronica è uno strumento che permette di raggiungere molti (purtroppo, però, non tutti) e di lasciare le persone libere di esprimersi con tranquillità e riflessione nei tempi di cui ciascuno può disporre. Ai nostri giorni risulta sempre più difficile mettersi d’accordo per trovare luoghi e orari per fissare incontri dato che ognuno di noi per varie ragioni (occupazione, studio, famiglia, ecc.) è in continua lotta con l’orologio. Questo è sicuramente uno dei tanti modi per non perdersi di vista, per favorire la partecipazione di tutti, per lanciare nuove idee, per condividere i pensieri e discutere i contenuti. Per rendere “attori attivi” ciascuno di noi. Credo e continuo ad impegnarmi perché il processo di Agenda 21 Locale e la Carta di Aalborg non rimangano solo bei propositi scritti, ma trovino una realizzazione quotidiana sulle tante tematiche della nostra vita. Spero, quindi, di aver dato un input, di essere stato un “facilitatore” di un processo di coinvolgimento, di una capacità di dialogo che crei consenso e di una nuova pratica decisionale che deve poter continuare ad andare avanti per tutti e con tutti.

Osservando Roma e l’Italia non c’è angolo dove non sorga qualche nuova costruzione edilizia più o meno regolare (con tutto ciò che comporta come strade, fogne, ecc.). La popolazione non cresce, ma il problema della casa è considerato dai giornali e da tutti i cittadini un argomento di estrema attualità e non più eludibile.
Ci sono casi veramente disperati di cui la politica si deve fare carico, ma la situazione generale è davvero tale da prevedere scenari con sempre maggiore bisogno di case o c’è una distorsione enorme in questo sistema forse troppo strettamente legato a quello economico?
Da qualche anno, infatti, dopo la crisi dei mercati finanziari mobiliari, nei migliori dei casi sempre più avari di guadagni, si è creata una forte spinta speculativa per la quale tutti coloro che avevano qualche soldo da parte hanno cominciato ad investire sul mattone facendo così lievitare i prezzi degli appartamenti (anche in questo campo non c’è stato nessun intervento da parte dell’attuale Governo). Si sono realizzati buoni affari per gli investitori e questo non ha fatto altro che creare un profondo solco nella società dividendola in due parti. Da una parte i “fortunati” ossia coloro che possono permettersi di comprare a certe cifre una abitazione e/o di investire i risparmi; dall’altra gli “sfortunati” ossia coloro che non hanno potere d’acquisto, non arrivano a fine mese ed a certi livelli di spesa. In tutto questo c’è anche da considerare, soprattutto per i giovani ma non solo, la mancanza di una occupazione certa, una occupazione capace di “reggere” un mutuo pesante (si pensi a tutte le forme di lavoro precario).
E allora, come si può uscire da questa situazione, cercando di dare una casa veramente a tutti?
Se le amministrazioni locali possono aiutare limitati casi con sovvenzioni ed altre forme di “solidarietà”, quale può essere la soluzione per tutti gli altri che non sono considerati così “disperati”, ma che faticano molto per campare? E come evitare, per dirla alla Celentano, che al posto dell’erba ci siano ovunque solo case e cemento?
Nessuno di noi, nemmeno il “santo Berlusconi”, ha la palla di vetro o la bacchetta magica, ma forse alcune forme che frenino un liberismo sfrenato dobbiamo metterle prima che esploda la questione sociale e si verifichino casi ben peggiori dei fatti parigini, passando al tutti contro tutti.
Bisogna intervenire e "fare" qualcosa di immediato e di concreto, avviando seri processi di riforma e revisione. Bisogna affrontare tali problemi con coraggio prima, durante e dopo le scadenze elettorali. Questo deve essere in nostro modo di fare politica.
E’ ormai necessario invertire un trend, ora fuori controllo, del progressivo aumento dei prezzi all’acquisto o del canone di affitto delle abitazioni. Occorre sicuramente un intervento a livello di politica nazionale sul piano marcatamente economico tributario: aumentare l’offerta casa disincentivando l’eccessivo acquisto di immobili e gli investimenti speculativi, “scoprendo” e favorendo l’immissione sul mercato degli appartamenti tenuti a disposizione dai privati garantendo nello stesso tempo a questi ultimi l’effettivo rispetto dei termini contrattuali, così da dare certezza sia dei propri diritti che dei propri doveri.
Occorre una reale volontà politica di rilanciare la concertazione, la politica dei redditi ed una stagione di nuova equità, sicurezza e giustizia sociale nelle quali inserire la soluzione del dramma "emergenza abitativa".
Si deve ripensare il sistema dell’edilizia pubblica basata su criteri condivisi di maggiore trasparenza nelle assegnazioni. Le funzioni di gestione dovrebbero essere sempre riferite a livello municipale secondo il principio di sussidiarietà nella individuazione dell'effettivo bisogno da parte dei richiedenti. E’ necessario fare luce su tutto quel mondo che vive nella "illegalità" per le mancate dichiarazioni di redditi vari (lavoro, affitti, ecc.) che non permettono l'effettiva trasparenza della realtà esistente, così da rendere la legge uguale per tutti, liberare importanti risorse economiche e aiutare chi ha veramente bisogno. Le banche dati oggi disponibili (del resto anche in tempi meno recenti) negli enti pubblici consentono qualunque controllo. Questo per le realtà pregresse, mentre per il futuro si potrebbe intervenire facendo in modo di ridurre il numero delle domande di assegnazione di abitazione pubblica favorendo l'acquisto della prima casa non solo con mutui agevolati bensì con finanziamenti a fondo perduto: basterebbe avviare finalmente l’imposizione fiscale del mercato sommerso della casa in affitto. Gli introiti IRPEF, l’imposta di registro e tasse varie nelle casse erariali sarebbero tali da risanare buona parte del deficit pubblico.
Sul piano strettamente edilizio, ma con ricadute anche su quello socio-economico, la scommessa per il futuro può essere il recupero di parti intere di città che sono in condizioni deficitarie, cosa che manterrebbe una occupazione costante nel settore.
Inoltre, grazie alle innovazioni delle tecniche e delle tecnologie edilizie (bioedilizia) ed energetiche (efficienza, efficacia e fonti rinnovabili) e con piani urbanistici e sociali tali da prevedere la gran parte delle nostre necessità a maggiore portata di mano, si potrebbe veramente migliorare la qualità e “salvare” la stessa vita.




permalink | inviato da il 1/2/2006 alle 15:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


 

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